Anna Forlati – Péter Demény: Smalto di cuore

Beyond the Seas, International Fairytale Project in Hungary

Traducción hecha por Ildikó Korom

„Derimiamo giá il nostro romanzetto”. Agata si sveglió sentendo questa voce dalla TV. Ha sbucato dal disotto della coperta ed é andata alla finestra limme limme. Questa le disse una volta la mamma, quando Agata le aveva detto, di sentirsi cosí stanca che potesse andare solo lemme lemme. La mamma l’ha guardato birichinamente e piena di compassione, e le ha risposto, che una bambina del tipo non sá andare, come un orsachiotto, lemme lemme, invece limme limme, come un … si é messa a riflettere, ma non riusciva a continuare il paragone, alla fine Agata ha promosso. Come un orsicchiotto, ha terminato la frase, e hanno scoppiato in una risata.
Ha scostato le tende e diceva: si é disabbuiato. La mamma la addormentava sempre nel pomeriggo, costando le tende e dicendo „si é abbuiato”, e lei, quando si svegló, le ha scostato ed ha pronunziato, si é disabbuiato. Facevano anche questo giochino giá da tempo, almeno da due giorni.

La mamma ha spento la TV, Agata si é messa a posto sulle ginocchia ed ha chiesto, cosa vuol dire „romanzetto”. La mamma ha riflesso un po’, le lacrime si ammassavano negli occhi, e Agata sapeva che stava pensando al suo padre, che lei non conosceva mai, ma era convinta che doveva essere qualcosa di bollente, come le gocce, che correvano dagli occhi di mamma sulla sua faccia. Agata le ha toccato una volta, e ha detto, che sono come le candele che piangono. La mamma una volta l’ha portata nel cimitero, perché la signora Kinga non poteva custodirla quel giorno, doveva andare al cimitero anche lei, solo che in un altro di dove andava lei con la mamma.

Anna Forlati

Anna Forlati


Il romanzetto cioé, é qualcosa che esiste nei libri, ha risposto la mamma, e ha abbozzato un sorriso tra le lacrime.

Era bellissima cosí, e Agata stava sognando, magari piangesse sempre, questa sembrava, come se fosse disabbuiata e anche no. In quali libri, ha chiesto Agata, e la mamma si é messa a sorridere ancora di piú, e le lacrime non si vedevano piú, ma era bella tuttora, e ha risposto, anche in quei, che ti leggo quando viene la sera ed abbuia anche senza la tenda.
Agata si é seduta sul pavimento e disse alla mamma: vieni, e metti su di me tutti i libri, in cui c’é il romanzetto.E la mamma ha sorriso e disse, va bene, ma stringiti forte piccina! Agata ha ubbidito, e la mamma si é messa a tirare giú i libri dalla scansia, mentre cantilenava: romanzetto uno, romanzetto due, schizza lo smalto di cuore, e Agata ha cercato di immaginarlo, come poteva essere. Una volta la mamma si sconsolava fino in fondo, perché schizzó lo smalto di una ciotola o chissá che, e invanamente lo chiamavano, non ha ritornato, e la mamma era abituata a udire anche il cuore di Agata, quando lei era triste. Ma che anche il cuore ha lo smalto proprio, finora non lo sapeva. Ma per forza che ha, disse la mamma, tiene per tanto tempo, poi schizza anche per un sospiro, e Agata ha chiesto che cosa vuol dire un sospiro? E la mamma si avvicinó ad Agata, coperta quasi pienamenta da libri, ed ha sospirato nell’orecchio: questo. Questo é bello, splendeva la bambina, é bello, vero? ha chiesto la mama, e diventó di nuovo bella, come le candele nel cimitero.

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